giovedì 16 luglio 2009

Ludovico Van

Oggi 16 luglio 2009 è una giornata che non dimenticherò facilmente.
E' il giorno in cui FINALMENTE(!!!) ho ritirato Ludovico Van, il kombi con cui lunedì prossimo partirò in compagnia di Gigi e Marco per l'outback road trip.
E' stata un'attesa estenuante e costellata di continui posticipi accompagnati da scuse più o meno vere.
Adesso però la cosa importante è che Ludovico c'è!!!
E che la Clockworck Orange Krew sia pronta a partire!!!

Come parziale ringraziamento, dedico questo post ad Arnaldo, il "battezzatore" di Ludovico.
Grazie A.!

martedì 7 luglio 2009

Giro di boa

Great Aussie Backpackers...Room 17...Kings Cross...Blue Mountains...ricerca disperata di un lavoro...kitchen hand a Darling Harbour...espulsione della 17...le gloriose giornate del D*Lux...volo per Brisbane...East Coast...Fraser Island...il ciclone Hamish...Cape Tribulation con Bontà...le edonistiche giornate di Cairns...Manly...3 mesi e mezzo da atticsucker...Ludovico Van...

Oggi sono esattamente 6 mesi che sono in Australia.
E a me sembrano molti meno.
Il tempo è passato troppo in fretta da quel 7 gennaio 2009 in piena estate australe quando mi sono trascinato febbricitante e macilento fuori dall'aereo. Dopo forse ore, non lo so con precisione perché non ero pienamente coscente, finalmente raggiungo il terminal accompagnato in sedia a rotelle (non ce la facevo a camminare da solo) da una poliziotta gentile e da una hostess dell'areoporto altrettanto gentile.
Poi finalmente l'impatto con l'atmosfera di Sydney. Quello lo ricordo ancora con chiarezza: un caldo impressionante e un odore di elettricità nell'aria.
La prima cosa che ho pensato è stata: "fatemi tornare nel terminal...io esco dopo quando rinfresca..."
Un viaggio immenso in navetta lungo strade che mi sembravano larghissime prima di arrivare finalmente al 174 di Victoria Street, Kings Cross, la mia prima residenza australiana.

6 down, 6 to go.
Maybe not enough.
I wish I had more time to spend here.

domenica 5 luglio 2009

5 Gennaio 2009 - 5 Luglio 2009

Scrivo ancora da Manly, anche se per poco, infatti tra 2 settimane circa si parte (eccheccazzo...).

Vediamo di aggiornare la situazione. Il workmate delle Fiji si è tolto dai coglioni dopo 1 settimana circa. Ammetto che mi stava e mi sta sul cazzo per motivi che non sto ad elencare.
Poi è arrivato un belga rompicoglioni che monopolizzava la presa elettrica dato che viveva praticamente sul letto assieme al suo portatile e che io, non ricordando il suo nome, ho soprannominato Widget. Passava lì almeno 9/10 della giornata e me dava al cazzo perché io ogni tanto ho pure bisogno della presa elettrica eccheddiamine! Come ripicca ho iniziato la violenza psicologica accendendo la luce in camera la mattina presto prima di andare a lavorare oppure rispondendo al cellulare del night manager ad alta voce nel bel mezzo della notte.
Fatto sta che dopo 10 giorni circa il nano babbeo brutto e debole (ha mollato un lavoro da removalist dopo 2 ore perché era troppo pesante per lui, diceva... -.-") si è levato dalle bolas al che, approfittando della mia carica di night manager, che svolgo dalla fine di maggio, ho chiesto alle ragazze della reception di non piazzarmi più nessuno in camera. Ovviamente ho posto la cosa come "una proposta che non si può rrrhifiutare..." per cui sono stato accontentato.

Giugno è volato che è una bellezza, infatti mi sembra l'altro ieri di essere stato al concertazzo dei Presets (per chi non li conoscesse andasse a cercarsi su youtube pezzi come "Talk like That", "This boy's in love" e "If I know you"). Ah dimenticavo di dire che il concerto è stato il 1 giugno, terza data straordinaria andata sold out!!!

Da maggio la colonia italiana si è gradualmente allargata. All'inizio c'ero solo io, poi è arrivato Stefano from Ostia, che adesso vive in appartamento qua vicino l'ostello, poi Andrea from Verona, che adesso è tornato in Italia, poi Marco from Alessandria, attualmente mio collega di mattina come atticsucker e di sera come night manager e che partirà con me e Gigia Golosa. Di recente si sono aggiunti Matteo from Pavia, che sta in Oz da novembre e adesso vive in appartamento con la ragazza nonché receptionist dell'ostello, e Valerio from Ostia detto Er Porchetta.
Vabbè siamo una banda di bastardi, inutile specificarlo...

Quella che entra è l'ultima settimana di lavoro perché sono esausto fisicamente e mentalmente. Voglio partire e mi sono rotto il cazzo e la schiena!!!
La settimana successiva sarà dedicata totalmente alla preparazione del viaggio et similia...più cazzeggio a tutto spiano ovviamente... ;)
Posto qui la mappa più o meno definitiva del viaggio che ci aspetta: Sydney-Darwin on the road!!! Poi a metà agosto una settimanella a Bali per ripulirmi dalla polvere dell'outback... ;)


Visualizza Indicazioni stradali per darwin in una mappa di dimensioni maggiori

Comunque questo post nasce per ricordare a me stesso che sono passati 6 mesi dalla partenza dall'Italia. Un ormai lontano 5 gennaio 2009. Freddo freddissimo e tanta incertezza. Adesso che è inverno qua nell'emisfero australe il freddo non è come quello di gennaio in Italia e moltissime incertezze sono venute meno, ma non tutte...altrimenti che divertimento ci sarebbe?

Un saluto speciale alle persone che mi hanno dato una mano nei giorni immediatamente precedenti la partenza.
Thanks mates!

domenica 24 maggio 2009

V for Volkswagen

Aggiornamento flash da quel di Manly.
Quella appena trascorsa è stata una settimana importante nell'economia del “progetto Oz”. Ma smettiamola di parlare come Brachetto e passiamo ai fatti.
Giovedì 21 maggio ho concluso uno degli acquisti più importanti della mia vita...penso.
Volkswagen Kombi Pop-Top del 1978!!! (non servono foto, tanto lo conoscete tutti!!!)
E' celeste col tetto bianco, bullbar anteriore e tetto che si alza.
Per ora è ancora dal meccanico da cui l'ho comprato (Andrew, il meccanico del mio boss), che deve sistemarlo e renderlo affidabile per il lungo viaggio che lo attende.
Ok, è inutile che faccia il distaccato...
E' UNA FIGATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
WHUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU
YEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
WHUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Sto ancora cercando un nome per cui chi vuole contribuire è ben accetto, basta che il nome non faccia cacare :P
Io avevo pensato a Van Helsing o a Mortal Kombi, ma si può fare di meglio! ;)

Altra novità insignificante che serve solo a riempire il post è che adesso in camera con me c'è un mio collega originario delle Fiji. E ogni volta che penso al posto da dove viene rido come un cretino per due motivi:
1.ma che cazzo fai a Sydney che da dove vieni è il paradiso?!?!?!?!?!
2.mi ricorda il fisgi parmigiano ahsudshaudhasudhasud

Vabbè tutto qui per questa volta.
Ah dimenticavo...

HO UN VOLKSWAGEN KOMBIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!

pappappero

mercoledì 20 maggio 2009

Sydney working lifetime

A grande richiesta del buon Vito, che un pezzettone di cuore ce l'ha lasciato quaggiù, torno ad aggiornare il mio blog dalla mia ormai residenza fissa in quel di Manly.
Ma andiamo con ordine.
I primi giorni a Sydney dopo il lungo viaggio nella east coast li ho trascorsi a casa del buon Gigia Golosa, che ha ospitato anche Bontà per i suoi ultimi 4 giorni sydneyani, poi, il 22 marzo 2009, mi sono spostato a Manly al Manly Backpackers per esigenze lavorative. Il mio boss vive qua vicino così è comodo organizzare teams di lavoro e balle varie.
Contrariamente a quanto mi aspettassi questo due mesi a Manly sono passati abbastanza velocemente. Nonostante siamo ormai nella stagione autunnale l'ostello è ancora abbastanza popolato, per lo più però da persone che come me hanno un lavoro qua a Sydney o da gente in cerca di un veicolo per lasciare il NSW per posti più caldi o solo per trovare un fucking lavoro, dato che attualmente trovare un lavoro qui è diventato molto arduo. Tra l'altro l'ho sentito anche alla radio: l'Australia è ufficialmente in recessione! whuuuuuuuuuuuuuuuu
Oltre al lavoro, che mi lascia ben poco tempo libero, o meglio, ben poco tempo libero con energie a sufficienza per sfruttarlo, ogni tanto, quando il tempo è bello, esco a fare skate sulla esplanade o un giro col monopattino (che si chiama Davide), entrambe rigorosamente trovati: il primo nella discarica dove scarichiamo lammerda che tiriamo fuori dai tetti e il secondo tra la spazzatura ingombrante lasciata fuori da una casa a Brookvale. Oh porca eva pensavo che Manly fosse piccola ma invece no!! Una volta con lo skate mi sono mezzo perso e invece un'altra volevo tornare a casa a piedi da Narrabeen, che sono 12-13 km, ho corso corso corso però poi mi sono stancato e ho smesso e ho preso l'autobus. Chissà come mi vengono queste ideone...
Ah si poi vabè mi strafaccio di serie tv, che riesco a scaricare grazie all'ottima internet gratuita dell'ostello! Ari-whuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

Vediamo di ricordare le serate degne di nota.

Allora tipo il 18 marzo siamo andati in giro a Kings Cross per fare serata e salutare Lorenzo, il ragazzo fiorentino conosciuto alle Whitsundays e ribeccato a Cairns. Purtroppo per lui, momentaneamente, l'avventura australiana è terminata un paio di mesi fa, ma tornerà più ganzo di prima a settembre. Vabbè dove siamo andati non è importante...e poi Bontà ormai la sua razione di vita l'aveva già avuta a Cairns, Lorenzo è un habitué e Gigia aveva la testa in Valtellina...Io non pervenuto.

Poi tipo il 28 marzo siamo andati ad un concerto techno/hard core al Hordern Pavilion, una specie di Forum di Assago all'australiana, ovviamente tutto aggratisse perché ci ha fatto entrare Ana che lavorava lì come promoter, e che è la coinquilina brasiliana di Georgina, che a sua volta è una collega argentina del buon Gigia. Vabè insomma ci siamo sparati ste 4-5 ore di musica elettronica pesa e siamo tornati a casa.

Poi mi sa che sabato 4 aprile siamo andati ad una festa in casa di un tizio italiano che abita a Five Dock, un suburb inculato dopo Leichhardt, e che lavora in Nestlè. Non so perché Giovanni, così si chiama il padrone di casa, abbia dato sta festa nè perché io e Gigia siamo stati invitati, ma siccome ervamo col gruppone sudamericano composta da Ana, Georgina e Tais non potevano non lasciare entrare noi e Tore (no, non è norvegese...è italiano e sta per Salvatore). Vabè la festa solita festa insomma, birra, cibo di dubbia provenienza, chiacchiere con perfetti estranei che dopo 2 minuti sono i tuoi migliori amici, gente che collassa, gente che balla, gente che parla parla parla parla parla parla e tu taci taci taci taci taci taci e poi vabè mi sa che Gigi si è imboscato ma non lo vuole ammettere. Il mio momento di maggior gloria è stato quando ho preso le redini della playlist iniziando a mettere un pezzone dietro l'altro...Chemical Brothers, Prodigy, Daft Punk, The Presets, Faithless, Metallica, The Pixies...che poi mi sono allontanato un attimo e hanno iniziato a mettere musica di merda, mentre la gente veniva da me a complimentarsi per la buona musica messa. Yeah! 8D

Sempre ad aprile sono andato all'engagement party di un mio collega. Per sapere cosa mi è parso della festa ascoltatevi Tapparella di Elio e le Storie Tese.
;)

Oltre a queste ci sono state altre serate più o meno a cazzo o divertenti che però adesso non mi ricordo, ma tutte durante il weekend perchè nei weekdays quando torno in ostello ho la forza di un ameba.

A fine aprile c'è stato il farewell al Bent, che dopo un anno di onorata militanza aussie è tornato baldanzoso in Italia a godersi l'estate boreale. A metà maggio abbiamo salutato invece la Gerna che è venuta in Australia a fare peggio di Bontà coi suoi 4 mesi suonati di viaggio e cazzeggio puro! Beata lei!

Proprio ora mentre scrivo sono in sala pc in ostello con altri 3 ragazzi italiani: Andrea, Marco e Stefano con cui ieri per la prima volta in 2 mesi ho fatto serata a Manly!!!
Ebbene si, sto facendo proprio il bravo bambino...(eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh)

I progetti per il futuro mi vedono partente verso la metà di luglio alla volta dell'outback con meta Alice Springs e amenità circostanti, possibilmente seduto comodamente all'interno di un mezzo di trasporto a 4 ruote provvisto di motore di mia proprietà. Poi da lì Darwin, giù lungo la uest cost, tutto il sud, tazzzzmania e poi boh.
Se mi viene in mente qualcos'altro vi avviso.

Dal vostro inviato a Manly è tutto.
Linea allo studio.

lunedì 30 marzo 2009

Sweet Cairns of mine

Ormai sono tornato alla routine lavorativa del New South Wales per cui penso sia tempo finalmente di dare alla luce il post riguardante le 3 magnifiche giornate e mezza trascorsa a Cairns, ridente cittadina del Queensland tropicale che si affaccia sulla barriera corallina, il che le conferisce lo status di base preferita per i tours ivi diretti.
Ora, smessi i panni di Alberto Angela, vi racconto cosa è successo e cosa abbiamo fatto io e quel mattacchione di Bontà, che è talmente mattacchione che se n'è tornato in Italia!!! Ciao Bounty!!! ;)

Il 13 marzo nel primo pomeriggio siamo rientrati a Cairns dopo la breve ma intensa visita a Capo Tribolazione. Una persona in particolare era contenta di tornare in città...forse presentendo cosa gli sarebbe capitato di lì a poche ore...
Dato che ci sentivamo appiccicosi come la carta moschicida abbiamo deciso di farci un tuffetto nella Lagoon, una piscina pubblica d'acqua salata ricavata in quello che si può definire il “centro” di Cairns e che si trova sulla Esplanade (lungomare). Tutto ciò perché Cairns non ha il mare...ha la palude.
Alla Lagoon ribecchiamo Lorenzo, il toscanaccio conosciuto ad Airlie Beach e che ci ha fatto dell'ottima compagnia durante il tour delle Whitsundays. Tra una fregnaccia e l'altra, dopo esserci raccontati le rispettive esperienze a Cape Tribulation e a Uluru, scatta il toto-stasera. La discussione è abbastanza lunga a causa di discrepanze non tanto negli obiettivi (ammicco ammicco) quanto nel budget, ma alla fine si trova l'accordo: casino e poi...e poi...e poi?!...boh non mi ricordo, ogni tanto mi vengono queste amnesie...
Al casino il sottoscritto si presenta da spettatore e tale rimane per tutto il tempo. Non ci ero mai stato però appena entrato mi sembrava di essere nel film Ocean's Eleven (o i due sequels...fate voi). Bontà inizialmente intenzionato a giocarsi 50 $ ci ripensa dopo che un passante gli augura buona fortuna (qua direi che non c'è grattata che tenga). Il buon Lorenzo si spara invece 100 non ricordo se euri o dollarozzi, fatto sta che dopo circa un'oretta siamo fuori con le pive nel sacco...destinazione...cazzarola non riesco proprio a ricordare...
Ho solo dei flash...entrata timida...noi tre spaparanzati in poltrona...ragazze che si avvicinano per importunarci...tante ragazze...Bontà che minaccia di non rivolgermi più la parola...io che ignoro le sue minacce...Bontà che va via accompagnato a manina...Bontà che torna come una persona nuova...
Dopo questi flash ho la memoria di nuovo lucida. Siamo usciti a farci un giro per lo sconfinato centro di Cairns e abbiamo trovato sul marciapiede una borsetta con dentro un cellulare e due portafogli contenenti in tutto 60 dollarozzi. Inutile dire che la tentazione di tenerci i soldi ce l'abbiamo avuta, ma da buoni cittadini abbiamo fatto “il gesto” di consegnarla “integra” alla polizia. Durante tutto ciò immaginatevi la faccia di Bontà, vittima del furto del portafogli a Surfers Paradise...senza prezzo!!! xD
Compiuto il nostro dovere ritorniamo al...porca paletta non mi viene...vabè torniamo là perchè erano solo le 3:00 di notte e non avevamo sonno.
Di nuovo flash...noi tre seduti sugli sgabelli...ancora ragazze che si avvicinano per importunarci...io che mi assento per 10 minuti...io che torno con un senso alterato...e poi usciamo...
Sono le 4:30 circa e non ne vogliamo sapere di ritirarci, anche perché Cairns ha in serbo per noi ancora altre avventure.
Sempre in zona centro, ci fermiamo in uno spiazzo perchè Danilo e Lorenzo, affamati come veri backpackers, vogliono prendere un pezzo di pizza. L'imprevisto è dietro l'angolo (di fronte alla pizzeria in realtà) e ha la forma di una donna aborigena cicciona, sulla 40ina andante, con dei capelli alla Micheal Jackson quando stava nei Jackson Five...per farla breve un parafango di femmina.
Facciamo per sederci sulla panchina e questa si avvicina blaterando qualcosa circa sua sorella che l'ha cacciata di casa e Allah. Bontà fiuta subito la gabola e lascia a me la patata bollente. Lorenzo arriverà solo a biscotto confezionato (essì perché questo lo considero il secondo biscotto, caro Bontà...). Inizialmente cerco di consolare la tipa dicendole non mi ricordo che cosa, poi capisco che sta veramente di fuori e viene fuori il bastardo che è in me: attacco a coglionarla alla grande. Le inizio a dire che il mio dio, Mazinga, a differenza del suo che le proibisce un sacco di cose mi lascia fare tutto ciò che voglio, tranne che suonare Stairway to Heaven con la chitarra (qui Bontà ha rischiato un corposo riflusso di pizza, ma se l'è cavata egregiamente). Lei ribatte dicendomi che somiglio a Gesù e io la smentisco dicendo che non sono Gesù per tre differenti motivi: non riesco ancora a moltiplicare i pani e i pesci, non sono ancora capace di camminare sull'acqua e al momento non posso tramutare l'acqua in vino. Argomentata la mia posizione la buzzicona si sbilancia in un “you are beautiful!” al che inizio a sentire puzza di bruciato. Poi la mossa finale che scopre finalmente il suo gioco: con un rapido balzo d'anca si avvicina a me. Io resto basito un paio di secondi, il tempo necessario a lei per menarsi...a questo punto, in bullet time tipo Matrix, la schivo...mi alzo di scatto...e realizzo...AIUTO!!! SONO UNA PREDA!!! Faccio per salutarla e subisco un altro affondo. Schivo anche il secondo e ormai in preda al panico me la do a gambe levate con i due al seguito in preda a crisi epilettiche!
Ora piccola riflessione sull'accaduto: mai e poi mai fidarsi di donne aborigene ubriache che attaccano bottone parlando di Alla...perché si menano!
Inutile dirvi che Bontà e Lorenzo hanno assistito all'intera vicenda piegandosi in due dalle risate un po' per la storia del dio Mazinga ma soprattutto per l'epilogo che stava per vedermi vittima...
A questo punto della serata capisco che non è bene sfidare ancora la sorte e che è tempo di andare a nanna, così accompagniamo Lorenzo al suo ostello e ci salutiamo ripromettendoci di beccarci di nuovo a Sydney, prima della partenza definitiva di Lorenzo per l'Italia. E' l'ultima notte con Gollosa, così io decido di dormire in macchina mentre Bounty opta per l'ostello.
Dopo circa 2 ore di sonno io e Bontà abbiamo la sveglia forzata perché ormai è tempo di salutare Gollosa, la nostra mitica Toyota Camry che ci ha scarrozzato da Brisbane a Cairns e da Cairns a Cape Tribulation andata e ritorno. Grande Golly! Ti ricorderò per sempre!
Il resto della giornata (14 marzo) lo passiamo alla Lagoon a goderci il sole tropicale. Nel pomeriggio ci dividiamo: Bontà torna in ostello io mi dirigo verso le strade interne di Cairns per esplorarla un po'. Beh per farla breve se un ciclone spazza via Cairns, ci mettono al massimo una settimana a ricostruirla tutta! L'unico luogo degno di nota in cui mi imbatto è il cimitero, il cui viale principale è ornato di palme tipo lungomare di Port Douglas. Anche la morte qui ha abiti tropicali. xD

Domenica 15 marzo decido di dare un senso alla giornata andando a visitare il Mount Whitfield e i Flecker Botanic Gardens, entrambi non molto distanti dall'ostello dove alloggiamo io e il Bontà, il Serpent. Il Mount Whitfield è un promontorio che domina tutta Cairns, peccato che gli unici due lookout siano sull'aeroporto. La sua caratteristica è che è ricoperto dalla foresta pluviale, di cui io vado pazzo, così decido di intraprendere un percorso, la Blue Arrow, per fare due passi. Per farla tutta ci ho messo 2 ore e mezza!!! Alla faccia della passeggiata! Non mi aspettavo che ci volesse tanto. Anzi a dirla tutta più di una volta ho temuto di essermi perso e di essere finito chissà dove, perchè in alcuni punti la strada era segnalata con dei fiocchetti legati ai rami degli alberi. Detto in altri termini è un attimo perdersi e finire chissà dove in compagnia di quei mattacchioni dei casuari.
Quando ne sono uscito avevo i vestiti completamente bagnati, tant'è che la mappa che avevo in tasca era ridotta a pappa per neonati. Bagnato, stanco e macilento mi trascino ai FBG, che per fortuna sono uno sputo rispetto ai Royal Botanic Gardens di Sydney e dopo un rapido giretto mi allontano con perplessità, diretto ai Century Lakes, situati di fronte ai FBG. Questi laghetti, poco profondi, sono in realtà delle ex paludi bonificate intorno a cui hanno ricavato dei giardini. Sono pieni di piante lagunari e uccelli stupidi che non si fanno fotografare. Insomma un postacchione!!!
Ancora più stanco e perplesso mi dirigo finalmente verso l'ostello dove mi attende una signora doccia.

La giornata del 16 è di completo relax, dato che ci attende una maratona nella sala d'attesa dell'aeroporto di Cairns. Abbiamo la navetta che parte alle 19:20 dall'ostello e il volo alle 5:00 del mattino. Giunti in aeroporto l'obiettivo comune è uno solo: trovare una connessione a internet gratuita. Per fortuna la troviamo quasi al volo e per 9 ore ci diamo alla pazza gioia internettiana, dopo diversi giorni di connessioni limitate dai vari MacDonald's.

E così salutiamo la piccola dolce Cairns e il Queensland, diretti nella grande amata Sydney nel buon vecchio New South Wales!

lunedì 16 marzo 2009

M'ando vai se il 4x4 non ce l'hai (cronaca di una giornata a Cape Tribulation e dintorni)

La mattina del 12 marzo 2009, dopo aver smollato il Bent e Alice all'areoporto di Cairns inizia ufficialmente il “Fuggi da Foggia a Cape Tribulation Road Trip”.
Prima tappa intermedia è Kuranda, una cittadina dell'interno non molto distante da Cairns. Qui all'ufficio informazioni ci danno indicazioni su come raggiungere la Barron Falls. Lo speccatolo è di quelli che mozzano il fiato. La massa di acqua cadente è impressionante e anche il suono è imperioso. Siamo stati fortunati a poter visitare Barron Falls in wet season, poiché durante la stagione secca l'imponente cascata si trasforma in un timido ruscello, a malapena visibile dal lookout di fronte.
Salutata Kuranda e la sua bellissima cascata, proseguiamo il viaggio sulla strada litoranea che porta a Cape Tribulation. La costa a nord di Cairns è molto bella. E' piena zeppa di spiagge, paludi e lookouts che meritano davvero una sosta, qualche foto e un giretto. Su tutte spicca Ellis Beach, che a mio modestissimo parere è più bella di Whitehaven Beach. Qui io e Bontà ci concediamo un lauto pranzetto con la pizza di Pizza Hut avanzata dalla sera prima e una banana a testa.
Proseguendo al Rex Lookout incontriamo anche un tizio in procinto di fare parapendio. Dopo aver assistito a tutta l'azione, dal lancio all'atterraggio, poco più avanti ci fermiano in una spiaggia paludosa. La particolarità è che con la bassa marea l'oceano si ritira di diversi metri lasciando una distesa enorme di sabbia bagnata calpestabile. Non potevamo quindi farci sfuggire l'occasione di passeggiare sul fondo dell'oceano! Durante la passeggiata incontriamo granchietti, strani cumuli di sabbia filiformi (pensavamo fossero escrementi), e alcune stelle marine. Al ritorno ci siamo affacciati a dare un'occhiata, e l'area su cui avevamo camminato era sommersa da diversi centimetri di acqua...amazing!!!
Seconda tappa ufficiale intermedia è Mossman, una cittadina di modeste dimensioni non lontano da Port Douglas. A Mossman visitiamo la Mossman Gorge, la gola che apparteneva alla popolazione dei kukku yalanjima.
Scattate due foto, fatti due passi è tempo di dirigersi a Port Douglas, una località marittima, a differenza delle prime due, molto curata e per una clientela decisamente danarosa. Infatti sulla strada che porta in centro (si fa per dire centro) è piano di resort e terme di un certo livello. Roba insomma che i backpackers manco prendono in considerazione. La Four Mile Beach, la spiaggia di Port Douglas, non sarebbe nulla di che se non avesse le palme in stile Miami a farle da cornice. Dopo la visita a due discreti lookouts il tempo per Port Dougie è scaduto. Finalmente si va dritti a Cape Tribulation!
Continuano le curve e i saliscendi ma la Gollosa (la nostra fida Toyots Camry) affronta entrambi con agilità. La zona di CT è un posto particolare, ma non solo per la foresta pluviale. Sembra quasi un mondo a parte, tant'è che per arrivarci occorre oltrepassare il Daintree River non su di un ponte ma tramite una chiatta!!! Arrivati al punto d'imbarco ci rendiamo subito conto che se Cairns è umida, Cape Tribulation è l'umidità fatta luogo. Non so quantificarla in percentuale ma vi basti sapere che per tutto il tempo trascorso lì non ho mai avuto i vestiti asciutti. Guadato il Daintree, ci avventuriamo finalmente nella foresta pluviale vera e propria. Guidare in mezzo a quel verde pulsante è stata un'esperienza bellissima. Il nostro resort, il Crocodylus Village, si trova sulla strada per Cow Bay, una baia poco a sud di Cape Tribulation “centro”. Trovato abbastanza facilmente il resort e non altrettanto facilmente parcheggio e reception, chiediamo al tizio che ci accoglie, sosia di Robert Englund, l'attore che impersona Nightmare, qualche dritta sulle cose da vedere l'indomani. Soddisfatti dei consigli ci dirigiamo verso la nostra “stanza”. Le virgolette sono d'obbligo perché le stanze sono ricavate in enormi tende dal tetto spiovente divise in quattro parti da pareti di compensato. Questi tendoni hanno pareti esterne per metà di tela incerata e per metà di rete a mo' di zanzariera: praticamente a livello acustico è come dormire all'aperto nella foresta pluviale, con tutto il concerto di bestie e bestiole varie che ne consegue...ah dimenticavo la pioggia... I commenti e le battute sulla sistemazione ovviamente si sono sprecati... Rassegnati al nostro destino ma ridanciani come idioti, ci concediamo una parca cena, una inutile doccia, perché tanto ne siamo usciti sudati come ci eravamo entrati, e una sessione informatica purtroppo senza internet, che era a pagamento. E noi, da buoni backpackers, se non scrocchiamo non siamo contenti. Verso mezzanotte è finalmente il momento di andare a sdraiarsi sul letto al buio. Da qui a dormire ce ne passa... Così facendoci strada tra un rospo di quà e un casuario di là finalmente arriviamo alla nostra capanna. L'impatto con la foresta pluviale al buio è formidabile. Manco c'aspettassero, appena spenta la luce della nostra stanza, comincia un concerto di non si sa quali e quante bestie. Un frastuono indescrivibile unito alla pioggia battente ci tiene svegli a lungo, dopo un po' però il sottoscritto lancia due o tre gasteme (vedi post East Coast vol. 2) all'indirizzo degli abitanti della foresta e finalmente si ottiene un po' di tranquillità, tranne che per i rospi, che continuano a cantare in coro fino al mattino seguente.
La mattina dopo colazione veloce, check out e si parte per il sito di Cape Tribulation, non senza prima aver fatto fare colazione anche alle zanzare mediante due passeggiate in due diversi punti della foresta pluviale. Siti molto belli che si godono a pieno solo indossando uno scafandro da palombaro oppure uno schermo elettromagnetico ad alto voltaggio. Il sito di Cape Tribulation è in pratica una baia in cui l'Endeavour di Cook si incagliò non mi ricordo in quale anno e non mi ricordo nemmeno che diamine ci facesse quassù nel nord del Queensland. Forse forse non lo sapeva nemmeno lui...Fatto sta che, dato il pericolo corso e scampato, il buon Cook, con un enorme sforzo di fantasia, decise di chiamare questo posto Cape Tribulation. E' come se gli italiani decidessero di chiamare la Germania “Pooo po po po po poo pooo-nia” dopo la vittoria dei mondiali del 2006. A Cape Tribulation non è che ci sia molto da fare. C'è un lookout e una spiaggia infestata da coccodrilli, sicché dopo pochi ma intensi minuti, decidiamo di voltare i tacchi e riportare la Gollosa al di là del Daintree River, non senza prima aver fatto tappa alla Daintree Ice Cream Factory, un'azienda agricola che produce gelato usando solo i propri frutti coltivati. Ad accoglierci c'è una simpatica ragazza tedesca, arrivata in Australia col WHV e poi trasferitasi definitivamente dopo aver sposato un australiano. Il gelato del giorno è una coppa con tre frutti: mango, che sa di mango, uno che non mi ricordo che sa di stracciatella, e la papota, che sa di budino al cioccolato!!! Dopo averci parlato un po' di sè e della vita ai tropici, la tipa ci invita a fare un giro per la sua terra per dare un'occhiata da vicino ai frutti coltivati. Anche lì veniamo scortati da uno stormo di zanzare armate fino ai denti, cosicché il buon Bontà, sull'orlo di una crisi di nervi, invoca il rientro in macchina maledicendo per l'ennesima volta il Bent che si è portato il repellente per insetti ad Alice Springs, lasciando noi poveracci a combattere a mani nude contro gli insetti tropicali.
Gustato il gelato tropicale è tempo di riguadare il Daintree. Passato il fiume, e poiché non era nemmeno l'ora di pranzo, proseguiamo il nostro trip per Daintree Village, dove non c'è assolutamente nulla di interessante, sicché per dare un senso a quei 10 km decidiamo di fermarci lì a pranzare col nostro fido “pane e polony”. Il polony è un salume color rosa big babol ma non chiedetemi di cos'è fatto. E' meglio per tutti non saperlo, ma ogni backpackers che si rispetti in viaggio mangia quasi solo quello perché costa poco e crea un tappo antifame a lunga durata. Daintree Village è l'ultima tappa del “Fuggi da Foggia a Cape Tribulation Road Trip”, così non ci resta che affrontare i 100 km che ci separano da Cairns, di cui parlerò nel prossimo post.
Vi anticipo solo che io e Bontà di siamo innamorati di Cairns...
^^